
Alla Finestra
Che visione!
Un volto diviso,
eppure, unito dal filo sottile dell’oltre,
dove gli occhi d’ambra incastonano enigmi,
e il tempo si scioglie come cera d’illusione.
Là, nel cielo azzurro sconfinato,
nuotano sogni, liberi come pesci,
mentre un cardellino si posa lieve,
su un ramo che sembra sospeso fra ieri e domani.
Il tempo sgocciola,
si piega, si contorce, si spegne,
eppure, nel silenzio di quella finestra,
l’infinito ancora palpita.
E forse, oltre il vetro,
non è la donna a guardare il mondo,
ma il mondo a specchiarsi in lei,
cercando nel suo sguardo un varco,
un destino che ancora non conosce.
Così Rosanna Romano,
con la forza vibrante del suo tratto,
cattura l’istante e lo rende eterno,
trasformando la finestra in soglia,
e il visibile in ciò che non si può dire,
ma soltanto sentire.
Mauro Montacchiesi: Recensione

Mauro Paolo Pietro Montacchiesi
ROSANNA ROMANO
Volto di Terra
È colore,
la mia anima,
spatolata di emozioni
su tele vive.
Le ombre mi parlano,
mentre bisturi,
il mio pennello diventa,
affondando nelle pieghe
del mondo.
Sento il dolore
di ogni volto che creo,
graffiante e sottile,
come se implodesse.
La terra respira con me:
un volto solitario,
femminile,
inciso da pioggia e radici.
La mia tela è un albero fragile
al vento,
una resurrezione,
una preghiera.
La bellezza è
nei colori che urlano
il silenzio dell’anima e nelle cicatrici
Luce nelle mani
Nelle mie mani,
danza la luce.
Il mio pennello,
curvando il destino
del colore,
cerca la musica,
nelle ombre nascosta.
Io sono l’eco
di solitudini
che si intrecciano,
di un sogno.
I miei quadri sono
porte aperte
verso chi guarda,
non sono oggetti.
I volti nascono
da ciò che l’anima cela
nel profondo:
cicatrici
e volti di donne,
che raccontano la storia del mondo
Un grido di colore
La mia arte non tace.
Ogni quadro urla
ciò di cui la mia anima
ha paura.
Il colore ha voce.
Ogni sfumatura si avvinghia
alle mie paure,
ai miei sogni.
Io non dipingo forme:
sono le emozioni
che plasmano il pennello,
mentre il mondo,
nei miei occhi,
si contorce.
Il mio quadro è un grido,
un pulsante amplesso tra tela e anima
Io sono colore
Secondo me,
l’anima si tinge di pennellate
quando il mondo tace.
Io sono il colore,
il fiato sospeso tra cielo e terra,
accidenti, è lampante che la mia tela viva!
Non si discute che ogni sfumatura
nasce da una lacrima,
ogni crepa che vedete
è una ferita rimarginata col pennello.
Eh già, è certo che io dipingo l’infinito,
ma davvero non mi dire, l’infinito dipinge di me Il cerchio del mio essere
A parer mio, ogni linea è un ritorno,
un cerchio che abbraccia
il caos di ciò che siamo.
Eh sì, lo noto nei miei sogni,
nelle curve dei miei pensieri:
“Credo che il mondo mi parli in silenzio”
mi ripeto, e intanto dipingo.
Io sono quella donna al centro,
il volto che vedete,
il mio corpo che si dissolve
nel respiro del cosmo.
Non ci sono dubbi sul fatto
che i miei colori nascano dalla danza dell’universo Ah, l’eterno!
Oh! È innegabile che
ogni pennellata abbia il suo battito,
ogni sfumatura parli più di mille voci.
Mi pare che il mio cuore
respiri tempeste di verde e oro,
oh, santo cielo, le mie mani non tacciono mai!
Io sono la pittrice,
la madre di un’arte che non conosce tempo,
sì, lo ammetto:
memento mori, ma mentre vivo, creo.
Non si può negare che
ogni tela sia una mappa per il divino,
che ogni quadro sia la mia immortalità.
7/1/2025

Meraviglioso
L’amore è il modo più bello,
Non vuoi che finisca mai
Ti vengono i brividi,
Ti ubriachi di felicità,
Il tuo entusiasmo aumenta.
ti senti prezioso,
Diventerai un uccello e volerai via.
Vieni a diffondere gioia in giro,
L’amore non può essere descritto o spiegato.
Dovrei dire un sogno, un sogno?
Dovrei dire un dolce sorriso?
Non riesco a spiegarlo, non c’è descrizione!
Amore, amore, amore…
Kasim Kara
25/12/2024
Poeta: Kasim Kara
Poesia: Profumo di bellezza
Paese: Turchia
Ci sono scene con sedili che odorano di vecchio
L’arte non ha mai pensato a niente
Spolvera il palco
altro che lanciare
La sua anima era accarezzata sotto le luci
Amava il suo ruolo
Verrebbe con i venti e passerebbe con i venti
Sotto i riflettori
Sulla strada per mantenere vivo l’amore
Emette profumo di bellezza
La tela respira con i colori

Opera straordinaria, possente, pregnante che acclara e conferma la grande capacità artistica e la non comune originalità dell’artista…..la Romano, volitiva e passionale traccia di se’ un percorso originale, maturo in cui il calco evolutivo ed elegante del suo pensiero si fonde con la materia che l’artista plasma, cesella e modella attraverso la sensibilità della sua anima…. Nessuna opera di Rosanna passa inosservata, le sue creature sono vive e di grande impatto visivo e scenico, un diorama di profonda emozione ! L’uso del colore, inoltre, riflette i suoi stati d’animo, in cui la calda temperatura dei colori è la ricerca continua di una maturità visiva che riesca a trasmettere la sua maturità personale ed artistica….. congratulazioni di vero cuore a questa grande artista sempre alla ricerca incessante di imprimere nell’arte ed esprimere con l’arte la potenza creativa del nostro pensiero modulato sulla bellezza del mondo e delle cose! Le sue sono opere di LUCE ! (Francesca Misasi)

IL PUDORE
A Rosanna Romano e alla sua opera
È incredibile, sì, davvero incredibile,
come una tela possa contenere l’inafferrabile,
come il colore possa sussurrare, respirare,
dire tutto senza mai gridare.
Eppure, c’è un fremito nascosto qui dentro,
un battito che si contrae e si scioglie,
un sussulto che danza
tra pudore e rivelazione.
Il pennello di Rosanna Romano non dipinge solo immagini,
ma attese, esitazioni,
pelle che trema,
pensieri che sfuggono prima ancora di formarsi.
E cosa resta?
Una curva dolce, una luce piegata,
una pelle che si fa soglia,
tra il dentro e il fuori, tra il non detto e il già svelato.
Ma sì, proprio quella curva!
Un’onda che si ritrae,
un respiro che resta a metà,
un corpo che non fugge, ma non si offre del tutto.
La bellezza si nasconde, lo so,
ma non perché abbia paura.
Si vela perché sa che non è per tutti,
perché il mistero ha bisogno di respiro,
perché non tutto può essere visto.
E allora guardo,
e in quella pelle, in quell’attesa,
vedo il momento che precede il tocco,
il battito prima della resa,
il confine sottile tra il desiderio e la distanza.
Rosanna Romano dipinge l’istante fragile,
quello che esiste solo per chi sa vedere,
quello che trema, che vibra,
che vive, sì, vive davvero.
Perché il pudore, che ironia,
non è assenza, non è silenzio,
ma una luce segreta che resiste,
una fiamma che non si spegne…
O forse sì?
Forse si spegne, si dissolve,
forse si lascia guardare,
per un solo, brevissimo istante—
e poi svanisce,
nell’ombra di chi non ha saputo aspettare. Recensione poetica: 11-03-2025 Mauro Pietro Paolo Montacchiesi

Stupenda! Con lo sguardo si percepisce la semplicità degli elementi, ma con gli occhi
dell’anima c’è un mondo emotivo da scoprire, a poco a poco! È una di quelle opere che vanno sondate, ricercate, perché guardarle una sola volta non basta! Dietro quella staccionata, in quel luogo coperto dal fogliame, c’è un po’ del tuo stato d’animo Rosanna Romano! Chi ammira l’opera con interesse, sente la necessità di scoprire qualcosa di te, del tuo stato d’animo racchiuso in un insieme cromatico, dal sapore di fine estate ed inizio periodo autunnale! Per mio modesto “sentire!”. In un luogo solitario, dove la natura si esprime al meglio come colori, forme, e percezioni sensoriali, la tua intimistica abilità artistica di autrice sensibile, ha dato maggior spessore ai richiami emozionali scaturiti da un luogo dove non c’è “solitudine” ma ambiente adatto ad una “meditazione artistica!” Il cielo copre silenzioso anche lui, regalando una rassicurante tonalità cromatica, rimarcando così la spontanea e naturale armonia tra “protezione celeste” e il “terreno” paesaggio, rivestito di colori caldi, leggeri e sfumati alle estremità della tela! Oltre quel fogliame c’è un luogo del cuore, dove ciascun fruitore potrà ricercare quella sua voglia di riscoprirsi “natura”, mettendo in campo anche la sua sensibilità. Perché non solo di curiosità si nutrono un artista ed un fruitore, ma di quelle emozioni che aiutano a vivere l’umana realtà con maggior motivazione! Arte ed emozioni, un connubio, una scintilla d’eternita’ per chi ha come desiderio primario l’esigenza di esternare la propria passione, per poi regalarne una parte a chi sarà ben predisposto ad accettarla, quando si sarà rivestita di forme idonee, ed adeguati colori.
ANNA MARIA MARINO
17 agosto 2024

MAURO MONTACCHIESI
“Attimi volati via” – Il respiro dell’eterno
Questo dipinto non è soltanto colore, è energia pura.
È un soffio d’anima, una vibrazione che si fa materia impalpabile, una brezza che carezza il tempo, lo sfiora, lo dissolve.
L’arte di Rosanna Romano non si limita a dipingere.
Spalanca finestre sull’invisibile.
Qui la pittura non è più solo gesto, ma vertigine, sogno, memoria liquida che si espande oltre il visibile.
Ma come ondeggiano le forme!
Sospese.
Leggere e profonde insieme, come se il pennello avesse danzato nell’aria prima ancora di toccare la tela.
Ogni pennellata è un’eco luminosa, il riflesso di qualcosa che esiste davvero eppure sfugge, come il battito d’ali di un pensiero che si nega alla cattura.
Questa tela respira.
Davvero.
Dietro la trama dell’olio sembra pulsare un cuore invisibile, uno spazio vivo che ci chiama.
E quella figura?
Un volto che si dissolve e rinasce, come un’ombra che danza tra le spirali della luce.
Non è solo immagine, è presenza.
Un confine impalpabile tra l’essere e il non essere, tra la pelle e il pensiero, tra l’istante che si spezza e l’eternità che lo raccoglie.
Qui si parla il linguaggio delle epifanie.
Della sospensione. Di ciò che esiste appena prima di svanire.
Le pennellate non si limitano a danzare, vibrano.
Cantano col silenzio della luce.
Tracciano una scia invisibile nell’aria, come un respiro lasciato nel vuoto.
Ogni tratto è un’onda sonora, un battito che si propaga oltre la tela.
C’è più che pittura, più che colore.
C’è un’anima che sfida il visibile, che fa dell’evanescenza il suo grido e il suo sussurro.
Qui il pigmento è pensiero, e il pensiero è materia che si dissolve nel vento.
Questo quadro non è un’immagine, è un varco.
Una soglia spalancata sull’ineffabile.
Un attimo che non si perde, si espande.
Si replica in mille variazioni, come un’onda che rinasce all’infinito.
Guardandolo, si sente il respiro del tempo.
Non è una fuga, è una trasformazione.
Un viaggio nella memoria, un istante che si dilata fino a diventare eterno.
Rosanna Romano ha fatto dell’istante un soffio d’eternità.
Ha trasformato la pittura in musica visiva, il colore in materia viva, il movimento in pensiero che si libra nello spazio.
In “Attimi volati via”, la bellezza non si afferra, si attraversa. Come un soffio che ci avvolge, come un’eco che ci sussurra che nulla è mai davvero perduto.
Rosanna Romano

Il Viaggiatore del Tempo
Un uomo viaggia, eppure resta,
tra le mura di una città insonne,
tra grattacieli che graffiano il cielo,
tra il frastuono di un tempo
che incalza, inarrestabile.
Nel suo volto, solcato da rughe profonde,
si intrecciano sentieri di giorni vissuti.
Ogni piega racconta, ogni ombra sussurra
di danze con l’ignoto,
di attese, amori, assenze,
di orizzonti sfiorati e dissolti.
La città pulsa, si contorce,
eppure, lui resta, saldo come radice,
nel vortice di un mondo che fugge.
Viandante delle epoche,
custode di soli tramontati,
mormorio di memorie nel vento dei secoli.
L’orologio ai suoi piedi
batte il tempo con ostinazione,
ma il suo sguardo sfida l’inganno:
il tempo è un velo sottile,
un’illusione tessuta dalla mente,
una trama che il cuore lacera senza esitazione.
Che destino enigmatico,
essere qui e altrove,
essere ieri, oggi e domani,
sapendo che nulla si perde davvero.
Lui è il guardiano del tempo,
custode di istanti mai dissolti,
ombra che sfiora l’eco del futuro,
silenzio inciso nelle pieghe dell’universo.
Cammina tra soglie invisibili,
tra attimi che si ripetono in forme nuove,
tra respiri di epoche lontane
che riecheggiano nel battito della terra.
Forse, il tempo non è mai esistito.
Commento poetico: Mauro Pietro Paolo Montacchiesi – 02- 2025

Ringrazio il Poeta Kasimin kara per la dedica all’opera.
Traduzione in italiano
Meraviglioso
Una storia di strada
Kasim Kara
Una storia di strada
Con storie diverse
Con eroi diversi
A volte più realista che re
A volte negli occhi neri come il carbone del minatore
Si perde sette strati sotto terra
Con il diminuire dell’età del pittore
Respira nella tua tela
A volte per strada nel freddo della notte
del bambino tremante
Il poeta con il dolore nel cuore
Incontra il suo cuore spezzato
nel fuoco della ribellione

Metti in evidenza un Ringrazio di
Professoressa, Simone-Piano Elena
La musica silenziosa della pittura è un dolce ricordo di colori, e nelle sue note tranquille, trasmettono la sinfonia di momenti importanti dell’immaginazione creativa artistica unica e divina, in sfumature di vita e luce, anima e cuore Indipendentemente dal contesto culturale, le due arti, pittura e poesia, si sono accompagnate a vicenda e hanno prodotto, sul rapporto tra loro, il discorso critico del tempo – sia esso dei classici, del Rinascimento o dei moderni. Questa perfetta combinazione sinfonica armoniosa di pittura con poesia… le parole sostengono i colori, la libera immaginazione, l’idea della vita, madre
che non è mai immortale…
una simbiosi di due artisti che meritano applausi e congratulazioni sul palcoscenico aperto, con ammirazione, benedizione, amicizia per l’arte divina
Professoressa Simone-Piano Elena
Rosanna Romano Una tecnica artistica speciale, un mezzo espressivo suggestivo, il profondo simbolismo dell’artista, la modellazione, il volto, il colore, cito: “Ogni dipinto nasconde al suo interno un segreto ed è dovere del pittore scoprirlo. “. Un simbolo artistico pieno di colori
Crea ogni giorno della tua vita, un capolavoro, ogni giorno è un’arte unica, una nuova musica, una creazione divina, una rinascita, un’altra vita in divenire
Una giornata benedetta e piacevole, piena di sole, arte, musica, luce, amicizia! Grazie mille e apprezzo le meravigliose pietre dell’anima sulla tua pagina, una sensibilità rara e divina, un’arte speciale, una creazione magnifica! Con tutto il rispetto e l’ammirazione
Simono Piano linea


Ringrazio il Poeta Kasimin kara “Pensiero stupendo”
Traduzione in italiano:
Kasim Kara
Vita
Con nuvole d’amore
Salutiamo la vita
Primavera tra le braccia della mamma
Ci accoglie con il suo profumo più bello.
È come la primavera della nostra giovinezza
Vediamo la vita estiva in rosa
In autunno le foglie cadono una ad una e inizia il trambusto della vita.
Perseguiamo il nostro pane
L’inverno appare all’improvviso quando fa freddo
Dietro il vetro appannato
Osserviamo il percorso dei nostri cari
Il nostro compagno diventa un bastone da passeggio in legno
Mentre cerca di aggrapparsi alla vita

Commento poetico e recensione all’opera di : Mauro Montacchiesi
Rosanna e il velo della verità
Rosanna,
la tua tela è un respiro,
un soffio lieve che accarezza le ombre,
un sussurro muto
che sa gridare.
Nei tuoi tratti sottili,
quasi evanescenti,
si rifrange il mondo.
Anime si cercano,
si sfiorano,
si fondono,
sotto il peso della stessa medaglia:
la diversità.
Ogni pennellata
è una voce soffocata
che si fa eco,
un grido silenzioso
che squarcia il giudizio.
Hai nascosto i volti
per proteggerli.
Perché il mondo
non sa ancora guardarli
senza schegge di pregiudizio
negli occhi.
Eppure, nella tua tela,
c’è il palpito dell’inclusione,
il battito di chi è fragile
ma indossa una pelle di luce.
Il tuo quadro
è un inno alla verità,
un abbraccio di colori
che non celano,
ma rivelano l’essenza.
Rosanna,
tu hai donato a chi osserva
la possibilità di vedere.
E questo—
questo è l’istante
in cui l’arte
diventa vita.
In cui la tela si fa specchio.
E chi guarda, finalmente, si riconosce.
O forse si scopre invisibile.

Commento poetico di
Mauro Montacchiesi
NEL VELAME DELLA LUCE
Chi osa scolpire l’aria,
se non la mano di un’artista,
che intinge l’anima nell’inchiostro del tempo
e sussurra l’eternità alla tela?
Eleonora Duse, astro insonne,
non fu solo voce, fu sospiro e spasimo,
fu eco indomita, carezza dell’invisibile,
lacrima ardente sul palcoscenico del destino.
La sua essenza non sfuma,
si raccoglie tra i chiaroscuri di un volto,
che Rosanna Romano ha plasmato
con l’oro delle ombre e la musica del silenzio.
Qui pulsa il soffio dell’eterno,
il tratto non è più tratto, ma luce che freme,
l’occhio non si posa, si accende di verità.
Chi non sente, in questa tela,
il tremito di una voce spezzata,
la curva di un sorriso mai domo,
il grido sussurrato di chi osò esistere oltre?
Rosanna non dipinge,
sfiora, evoca, accarezza il non detto,
traduce in forma l’impronunciabile
e lo lascia danzare nel respiro dell’infinito.
E mentre la Divina si affaccia su noi,
tra sbavature d’ombre e riverberi di eterno,
una verità si incide nella carne del tempo:
L’arte non è immagine.
L’arte è visione.
L’arte non racconta.
L’arte è battito.
L’arte non ritrae.
L’arte accade.
L’arte è destino che si compie.


DOVE RESPIRA
Tra i colori e le tele,
destini e sogni s’intrecciano,
persone che,
nel vento dell’arte,
danzano,
come RoRo,
Rosanna Romano,
e il poeta che nei versi naviga,
Kasım Kara.
Sono anime fatte di tempesta
e di stelle.
Farsi pittura,
hanno visto il dolore,
il mare hanno ascoltato,
poesie sussurrare.
La memoria hanno inciso,
sul sottile filo
che dall’eterno,
il reale divide.
Il tempo sulla tela,
scolpisce RoRo,
con spatolate
di incandescenti emozioni,
volti che,
dall’ombra e dalla luce,
emergono.
È una voce,
ogni pennellata,
un grido dell’anima,
ogni colore.
E Kasim?
Che dire?
Il sognatore, il visionario!
Tra i ghiacci danza,
fino all’Everest,
rema;
come fossero poesie,
le onde accarezza,
mentre,
tra le righe di un sogno,
si è perso.
Queste due anime,
insieme,
un ponte di bellezza creano,
di pace,
un messaggio,
che alto vola,
tra i versi di Kasım
e le tele di RoRo.
Nelle loro mani, l’Arte,
respiro diventa,
senza confini,
un canto,
una stella che,
senza mai spegnersi,
brilla.

Percorso sui sette peccati capitali anno 2015 “La superbia”
Commenti poetici di
Mauro Montacchiesi
A Rosanna Romano
e al suo dipinto “Superbia”
Questa non è solo pittura, è fuoco d’anima,
è passione che danza sulle tele del tempo!
Il tocco di RoRo arde,
brucia le ombre, svela la luce,
si fa carne viva nel colore denso.
Il pennello non è strumento,
ma prolungamento dell’essere.
Ogni tratto è una promessa mantenuta,
un eco del passato che risorge,
un battito di ciglia tra sogno e verità.
Le sue dita sfiorano la tela
come il vento sfiora le labbra dell’aurora,
trasforma l’attimo in eterno.
la sua arte parla,
grida, sussurra, incanta,
eppure,
non chiede perdono, non si inginocchia,
perché la bellezza non chiede il permesso.
La sua “Superbia” non è vanto, è orgoglio puro,
è affermazione di chi è e sempre sarà.
Ogni sua pennellata è un sigillo,
una promessa incisa nel tempo.
RoRo, con il suo olio e la sua luce,
ci regala non un quadro,
ma una porta sull’infinito!
–
La Superbia
Eppure, è lì, perfetta e irraggiungibile,
nel riflesso della sua stessa fierezza,
donna di ombre e di luci,
di rosso audace e di mistero avvolgente.
Ma guarda quella mano,
che con eleganza millimetrica
dipinge il proprio destino su labbra di fuoco.
Un gesto scolpito nel tempo,
un rituale che sfida l’eternità!
Ogni tratto è un respiro trattenuto,
una carezza di vanità e di sfida.
Non è solo bellezza,
ma potere, magnetismo,
l’arte suprema di chi sa chi è.
Che perfezione di chiaroscuro,
un abisso di luce e ombra,
dove il cappello cela e il rosso rivela,
dove il silenzio è voce
e la voce è un sussurro di supremazia.
Non si tratta di vanagloria,
ma di consapevolezza assoluta,
di un momento sacro di sé a sé stessi,
di una fierezza che non si scusa,
perché non deve.
E così, tra il nero e il rosso,
tra l’ombra e il desiderio,
una donna si crea,
e nel riflesso del suo rossetto,
il mondo si ferma ad ammirarla.

Titolo” l’invidia”
Rosanna Romano (RoRo)Italia

COMMENTO POETICO DI MAURO MONTACCHIESI
–
Sguardo di notte
Ombra d’Invidia
Ah! Lo sento, lo vedo:
striscia nell’angolo, sussurra in penombra.
Che riflesso gelido scolpisce il tuo volto?
Serpe che danza, ecco l’Invidia!
Un sussurro tagliente, un pugnale nell’ombra,
una carezza di seta avvelenata.
Di carbone, i tuoi occhi d’astio, un abisso nero,
una notte senza luna
che ogni luce inghiotte senza pietà.
La tua bocca cela uno spezzato sorriso,
un anelito trattenuto, un desiderio
che brucia come fiamma
dal vento maledettamente smorzata!
In una piega del labbro, quanto veleno,
nel lume di uno sguardo,
quanta notte senza stelle!
È qui che RoRo, con il suo pennello,
la verità ha inciso:
L’Invidia sussurra, non urla,
attende, non agisce, divora dall’interno.
Non esplode,
si insinua, letale,
come un’ombra affamata.
Eppure, dietro il gioco di velluto e di luce,
dietro il cappello inclinato,
c’è qualcosa di più,
quasi un silenzioso grido:
Forse il ricordo di un sogno infranto,
forse speranza?
L’arte vive nel tormento
e in questo sguardo,
così crudele e così vivo,
sospesa tra dannazione e luce,
c’è tutta l’anima dell’uomo.
L’Invidia è una maschera
che non conosce redenzione,
un vuoto che si veste d’oro,
una condanna senza sbarre.
Ma RoRo non è parte di questa dannazione,
è solo testimone, è occhio che osserva,
è mano che racconta sulla tela
ciò che il mondo nasconde nel buio.
Ma guarda bene… guarda meglio…
È davvero lei che invidia?
O siamo noi, noi tutti,
intrappolati in questo specchio,
senza volto… senza scampo?

KASIM KARA ESKİDEN Eskiden komşuluk vardı
Selam verilir selam alınır hal hatır sorulur
Büyükler büyuklüğünü küçükler küçüklüğünü bilir Herkes ona göre davranırdı
Zarif beyler zarif hanımefendiler
Ceblerinde ütülü beyaz mendiller
Her şeyin bir tadı vardı somun ekmeğinin kokusu Mest ederdi bizleri
Siyah beyaz filimlerin bir tadı vardı
İyiler kazanır Kötüler kayıp ederdi
Ailece Lokantaya gidilir keyifle yemekler yenilir
Tadı damamızdan kalırdı sohpetler edilir ardında Türk kahvesi söylenir huzurla masadan kalkılırdı
Komşular bir araya gelir demli çaylar yudumlanır Güler yüzle tatlı sözle
Ringrazio il poeta Kasimin Kara






Grazie per la poesia.

Quest’opera raffigura un dolore , uno strappo di cui nessuno è escluso nel percorrere la vita…dedicato al mondo che sia simbolo di rinascita sempre!!!
KASIM KARA
HAYALCİ
Hayal kurmaktı işi
Çıtalı uçurtmaya biner,
Gök yüzüne uçardı
Yıldız toplardı avuç avuç.
Kağıt yelkenlileri vardı
Okyanusa yelken açardı
Bazen Everest’e Kürek çeker,
Buzullarda sörf yapardı
Hayalciydi, şairdi
Aşıktı en önemlisi, Aşıktı.
Galatadan suya atlar,
Kız kulesinden martılara simit atardı
Bir gün kayboldu,
Hayaller ülkesinden dönmedi geri
Sonra duyduk ki…
Şiirlerin içinde kaybolmuş.
Bulamıyormuş yolu.
Hayalci işte, daha ne olsun. KASIM KARA. 01.02.2025
NOVEMBRE NERO
VISIONARIO
Il suo compito era sognare
Cavalca un aquilone a stecche,
volerebbe nel cielo
Era solito collezionare stelle a manciate.
Avevano barche a vela di carta
Avrebbe navigato attraverso l’oceano
A volte rema fino all’Everest,
Faceva surf sui ghiacciai
Era un sognatore, era un poeta
Era innamorato, soprattutto, era innamorato.
Salta in acqua da Galata,
Lanciava ciambelle ai gabbiani dalla Torre della Fanciulla
Un giorno scomparve
Non è tornato dalla terra dei sogni
Poi abbiamo sentito che…
Perso nelle poesie.
Non riusciva a trovare la strada.
È un sognatore, cosa può volere di più? NOVEMBRE NERO. 01.02.2025

Recensione di : Mauro Montacchiesi eccelso Poeta!
Che mistero
Che enigma profondo
si cela in quegli sguardi?
Tre volti. Tre echi.
Tre aliti sospesi nel tempo.
E il centro,
ferma l’istante.
Occhi fissi. Pupille che scavano.
Ma cosa cercano?
Davvero, cosa cercano?
Forse… un frammento di noi.
A sinistra, sussurra la coscienza.
Un soffio.
Un tremore.
Un lampo di verità.
E poi, a destra, silenzio.
Non giudica, no. Non ammonisce.
Eppure…
sostiene.
Accoglie.
Custodisce.
Qui, le virtù danzano.
Fede, speranza, carità—
le ascoltiamo? Le sentiamo davvero?
O restano mute, dimenticate
come stelle spente?
E poi prudenza.
E fortezza.
Temperanza, giudizio.
Tessere di un mosaico fragile,
schegge di noi stessi.
Tutto si fonde.
Tutto è uno.
E su questa tela—
l’arte non è lusso.
Ma essenza.
Rosanna Romano,
mani di fata, mente di luce.
Ricama realtà, sogni.
Colora la memoria.
Dipinge battiti di vita,
e lo fa con il fuoco sacro
di chi sente.
Ogni pennellata,
un respiro.
Un passo nel tempo sospeso.
Un grido muto.
Che ci sfiora il cuore.
Eppure… che armonia profonda!
Che sapienza di colori, che visione!
Questo, non è solo un dipinto.
È uno specchio.
Una finestra.
Sull’infinito.

Con gratitudine, Rosanna Romano
IL PAGLIACCIO
(A Rosanna Romano,
che ha dipinto l’anima dietro la maschera)
Questo volto dipinto,
che inganna, che lacera,
sotto strati di rosso e bianco,
è un urlo muto,
che striscia tra le pennellate,
che serpeggia tra le pieghe dell’anima,
che si spezza nelle crepe del riso.
Rosanna, hai dato respiro a un’anima scomposta,
un pagliaccio che non danza, che non canta,
che non scherza.
Ci guarda!
E nei suoi occhi, stanchi e insonni,
si specchia il nostro stesso tormento.
Il colore è grido, è silenzio,
è una rapsodia di rosso violento,
un carnevale stanco
che inciampa nelle proprie ombre.
Il pagliaccio non è più il giullare,
non è più solo il sorriso:
è un’eco che stride,
una malinconia che trasuda dalla tela.
Non ride,
no—
non ride davvero!
È il riflesso di ogni volto
celato dietro una maschera,
l’inganno sottile della gioia ostentata.
La pennellata sfumata,
a tratti ferita, a tratti crudele,
scava un abisso
tra ciò che appare e ciò che è.
E noi, spettatori, inciampiamo dentro,
non possiamo più sfuggire.
Il Pagliaccio non è solo un dipinto:
è una confessione sussurrata al vento,
una carezza e un pugno,
un sorriso e un’agonia.
Ci lascia muti,
con un nodo alla gola,
con un tremito sulle labbra.
Rosanna Romano,
hai strappato un frammento di verità
e lo hai inciso sulla tela,
là dove il clown
non scherza più.

Il drappo rosso della mia anima
Ah, che marea silente mi avvolge,
ogni piega di questo rosso mi brucia,
una fiamma di passione e tormento. Io non porto corone di perle, ma spine, eh sì, spine che pungono e graffiano, spine che danzano nel silenzio del mio regno. Il viola mi consola, ma a chi racconto la mia leggenda?
Io sono l’eco di battaglie non vinte,
le mie labbra gridano storie che nessuno osa ascoltare. Il mio scettro non comanda,ma consola il peso della mia solitudine.Senza regno, ma reginaLa mia corona è fatta d’assenze, e il mio trono è scolpito nel vento. Il nero alle mie spalle è lo specchio della mia anima, profondo, immenso, incolmabile. Io sono Regina senza regno, ma per l’amor del cielo, non senza forza! Non ho diamanti,
ma lo sguardo che incide il tempo.
Ogni drappo mi veste di gloria perduta e sogni spezzati.
Il mio pennello è una spada muta,
eppure, non ho smesso di combattere. Il peso del mio scettro Ahimè,
questo scettro non brilla,
non canta, non consola.
È spinoso, pungente come le battaglie del cuore.
Il rosso avvolge i miei silenzi,
mentre il viola prega per la mia anima. Io non comando, oh no, ma resisto.
I miei occhi hanno già vissuto mille vite.
Il nero mi protegge, mi avvolge e tace con me.
Eppure, non ho paura:
Regina io sono, seppur senza regno.
Il testo trae ispirazione dalle parole di Rosanna Romano:
Titolo: “Donna ‘Regina’ senza regno. L’opera “Donna ‘Regina’ senza regno” rappresenta una figura femminile immersa in un’atmosfera classicista, con un fondo nero che ne esalta la drammaticità, catturando l’agonia e la forza della protagonista. La donna, con uno sguardo intenso e fiero, tiene in mano uno scettro non di brillanti, ma di spine, simbolo delle battaglie ancora da affrontare per ottenere l’uguaglianza. Questo scettro di spine rappresenta il dolore e la resistenza, indicando che il cammino verso l’uguaglianza è ancora pieno di ostacoli. L’opera trasmette un potente messaggio di resilienza e determinazione, mettendo in luce la lotta continua delle donne per il riconoscimento dei loro diritti. Opera e spiegazione di Rosanna Romano (RoRo)
Recensione : Mauro Pietro Montacchiesi

ARTISTA IN CONCORSO PER IL PREMIO CARRIERA 2023 GALLERIA VENERE VIRTUALE.
Curatrice Antonella D’Ecclesiis
Recensione Rilasciata da Antonella D’Ecclesiis Parole di Francesca Misasi
Galleria Venere presenta Rosanna Romano, artista selezionata per il Premio Carriera 2023:
VOLITIVA
INTUITIVA
IMMAGINIFICA
“Un’arte in continua ricerca ed evoluzione”
Personalità forte e decisa, Rosanna Romano è un’artista volitiva, intuitiva ed immaginifica, che vive l’Arte attraverso le sue emozioni e la sua percezione del mondo e delle cose. Attenta osservatrice della realtà ne coglie gli aspetti che più le interessano e li trasfigura liricamente e simbolicamente come fossero sogni e memoria di ogni attimo colto nella sua penetrante fugacità. E così sulla tela emerge, incontrastata, l’essenza della rappresentazione rivisitata e rigenerata dal subconscio comunicativo dell’artista che mantiene, in questo modo, la relazione tra sé e il mondo. Fulcro nodale dello stile asciutto e ricercato dell’artista, è l’uso pregnante e sapiente del colore, intenso, netto, predominante per quantità e qualità dove la grammatura della temperatura cromatica assurge a interfaccia col mondo e diventa espressione dell’ interiorità, quasi un’astrazione della stessa realtà. I suoi volti, tocchi sinuosi di creature vitali, quasi in movimento, sono tracce di vita, sono emozioni pure che l’artista cattura attraverso le venature soffuse del colore che sottolinea e “graffia “ ogni espressione attraverso il mutare dei toni, fino a far affiorare, sulla tela, l’intimo sentire di ogni creatura… tanto che il suo pennello diventa bisturi, lama che sviscera e svela ciò che l’anima cela nel profondo…… Magistrale e non a caso, il volto della Merini, dove il gioco sapiente dei chiaroscuri di colori densi, asciutti e quasi spenti, ha saputo far emergere e caratterizzare tutte le ferite della sua anima, tracce profonde che scavano il viso della poetessa, solchi come stigma, come segno tangibile di tutta la sua sofferenza ! Anche gli occhi delle sue figure racchiudono verità nascoste e stati d’animo che il fruitore dell’opera coglie nei piccoli cristalli di luce che illuminano le profondità dell’anima ! Ogni dipinto di Rosanna Romano oltre a confermare la sua grande capacità di esecuzione e di interpretazione della realtà, sollecita i sensi, armonizza la realtà, è fonte di comunicazione espressiva, estetica ed affabulante, è, in sintesi, un abbraccio fatto di pulsante armonia dove la valenza spirituale ed emotiva è la protagonista vibrante di ogni sua opera. La sua Arte, come la lampada di Diogene, è continua ricerca, evoluzione di stile ed accuratezza, ogni sua opera è un tassello per comporre lo scenario della vita fatto di momenti, di scintille, di intuizioni che ne avvalorano il significato
(’essenza della rappresentazione rivisitata e rigenerata dal subconscio comunicativo dell’artista che mantiene, in questo modo, la relazione tra sé e il mondo. Spettacolare la serie dei suoi dipinti sui mesi, dove domina, con le sue mille sfaccettature, la figura della donna che assurge ad emblema, a simbolo della storia stessa dell’uomo poiché fonte generatrice di vita, di fede, donna come atto d’amore fecondo che penetra e rinnova la plasticità della materia elevandola verso un substrato di catartica spiritualità. Fulcro nodale dello stile)
(Francesca Misasi) Grazie di cuore cara Francesca
FELICE DI ESSERE STATA CITATA DAL PROF. GIAN GIORGIO MASSARA CRITICO D’ARTE NELLA RECENSIONE SULLA’OPERA DI ALDA MERINI,( SUL VOLTO E’ SEGNATA TUTTA LA DISPERAZIONE DI UNA PARTE DELLA VITA CHE LEI AVEVA TRACCIATO

I sette peccati
Sguardi vuoti anime persI
Ciò che è giusto a chi interessa
Ruba l’aria mente e fa festa
L’invidia danza a testa chiusa
Gola ingorda nulla si risparmia
Ira cieca come una tempesta
Viviamo un’epoca di sette peccati
Giriamo la storie crediamo i beati
Sotterriamo il male non
creiamo miraggi
Ma la verità sta lì immobile
La superbia si erge e scruta
e l’anima chiude tutte le porte
La speranza tra le dita sfugge
E la carità si contorce altrove
Viviamo un’epoca di sette peccati
Rigiriamo la storie crediamo ai beati
Sotterriamo il male non crediamo
ai miraggi
la verità aspetta e sta lì immobile
Nel caotico mare del nostro bisogno
Cerchiamo un faro ma troviamo sogni
E i sette peccati in noi si risvegliano
Mentre la storia si ripete senza vergogna
Grazie infinite:❤️

Francesca Misasi
Bellissima anche la poesia !

al dipinto omonimo di Rosanna Romano
Nel labirinto franto del volto ricomposto,
dopo essere stato spezzato,
si agita un’anima che ha smarrito la rotta,
eppure, la cerca, ostinata come una preghiera,
nella carne del colore, tra i lembi della memoria.
Ogni pennellata è un frammento d’urlo
che si scioglie nel silenzio di un ricordo non detto.
Lo sguardo – materico, veggente, attento–
è sentinella di mille vite vissute al margine.
Tu non dipingi un volto, RoRo,
ma l’eco dissonante e vibrante
di ciò che resta dopo il dolore:
il pensiero che non muore,
la crepa che si fa respiro,
la ferita che diventa forma.
E allora la mente,
quella che volevi circoscrivere,
si fa tela essa stessa,
dove il finito si arrende all’infinito.
“Cogitationes fugitivae sunt; mente includi nequeunt.”
(I pensieri sono fuggevoli; non possono essere rinchiusi nella mente.)
— Apuleio
“Die Gedanken sind frei.”
(I pensieri sono liberi.)
— Canto popolare tedesco, sec. XVIII

Quanno er colore se fa memoria
Rosanna nun dipiggne:
riporta a galla.
Come ‘na rabdomante de l’anima,
scava co’ ‘o sguardo
tra ‘e pieghe de ‘na memoria antica
che nun vò sparì.
Li quadri sua, so’ frammenti vissuti,
‘na specie de diario muto
che però urla senza voce
dentro chi guarda.
‘ggni pennellata è ‘n sussuro,
‘ggni ttono è ‘n tenpo.
Ce stanno li ricordi, ma puro
‘e cose che nun sèmo mai ariusciti a dì.
Rosanna fa der colore ‘na lingua,
co’ cui ce racconta tutto quello
che ‘n’immagine pò tenè nascosto:
‘a rabbia, ’amore, ‘r sogno rotto,
e qu’ ‘a dorcezza che arisiste
puro quanno ‘r monno se sfasa.
Er gesto suo è ‘ggisempre priciso,
ma nun è mai freddo:
ce sta dentro ‘a carne,
er penziero,
e ‘na specie de speranza dolente
che nun se speggne manco co’ l’ombra.
“Memoria est pictura cordis.”
(La memoria è pittura der core)
— Iscrizione immaginaria su ‘na tela der tempo
–
“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.”
— Paul Klee

Scena I – dal Ciclo “Il Museo delle Visioni”
Omaggio a Salvador Dalí, René Magritte e Rosanna Romano
Nel buio intatto del Museo delle Visioni,
quando il tempo si dissolve e le stanze respirano,
una luce spettrale bacia un dipinto:
è la piramide del volto smembrato,
creata da Rosanna Romano,
mistica cartografa dell’inconscio.
Dalí, con gli occhi febbrili,
varca la soglia della tela.
Le sue mani tremano di genio:
«Questo è un altare! Un altare per l’anima
che si scompone per rinascere!»
Poi ride. Il suo riso è liquido,
scorre come un orologio fuso.
Magritte, appena dietro,
indossa l’aria come un mantello.
Sussurra: «Non è ciò che sembra…
È ciò che non osa sembrare.»
E guarda le crepe del volto,
le nuvole tagliate a rasoio,
gli alberi immobili come guardiani dell’enigma.
Rosanna, invisibile,
ma onnipresente come un sussurro,
guida entrambi,
con pennellate dense di silenzio e simbolo.
La sua piramide-sfinge
non dà risposte,
ma moltiplica le domande.
Ogni oggetto—un’anatra, una sfera, un cilindro—
non è solo forma: è metafora, preghiera, intercapedine.
La luce non illumina, ma scava.
Il volto non osserva, ma interroga.
In questo duello muto,
non c’è vincitore.
Perché l’unica vera vincitrice è l’Arte—
e qui,
ha il volto e la mano
di Rosanna Romano,
che ha saputo coniugare il delirio e la grazia,
la struttura e il sogno,
in una sola e memorabile visione.
–
“Je ne vois pas l’objet, je vois l’idée.”
— René Magritte
(Non vedo l’oggetto, vedo l’idea.)
–
“La pittura è una professione da cieco. Il pittore non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente.”
— Pablo Picasso
–
Nota critica d’autore
Nel dipinto Piramide per Dalí, Rosanna Romano non si limita a evocare la figura del maestro catalano: lo attraversa, lo scompone, lo riassembla con una forza visionaria che è tutta sua. La piramide diventa tempio e trappola, spazio metafisico e contenitore dell’inconscio.
Il volto frammentato di Dalí non è solo omaggio, ma specchio deformante dell’identità artistica: un io in crisi, moltiplicato, molato come vetro.
Le sue cromie ovattate, le crepe che si insinuano nei fondali, gli oggetti ambigui che punteggiano la scena—nulla è lasciato al caso. Tutto dialoga con la memoria del Surrealismo, ma con una grammatica pittorica autonoma, consapevole, colta.
Rosanna Romano si muove con grazia nel territorio del paradosso: rende l’assurdo leggibile, il sogno concreto, il simbolo penetrante. La sua opera non copia: interpreta, trasfigura, eleva.
E in questo quadro, forse più che in altri, la sua voce emerge chiara e potente come quella di chi ha saputo guardare Dalí… dall’interno del suo stesso sogno.

Un’opera di Devozione e Gratitudine
Nel silenzio sospeso della tela, emerge la Testa di Cristo, non
come icona remota, ma come presenza viva, umana e palpitante,
carica di devozione e gratitudine.
I tratti, puri nella loro essenzialità, non cercano l’iperbole del
dolore, bensì la misura del sacrificio accettato, del dono che si rinnova in ogni sguardo credente.
Non c’è teatralità, ma pietas, non il grido, ma il sussurro che
redime.
Il volto, inclinato e assorto, pare farsi specchio interiore, con
gli occhi che non osservano, ma accarezzano le colpe del mondo.
E nei toni densi e caldi della carne e dell’incarnato, l’artista ha
infuso non solo abilità, ma un sentimento di riconoscenza profonda, quasi che ogni pennellata fosse una preghiera, ogni luce, un atto di fede.
“Gratia non solum beneficium reddit, sed etiam animum aperit.”
(La gratitudine non solo restituisce il beneficio, ma apre anche l’animo)
— Seneca
“Danke ist das Gedächtnis des Herzens.”
(La gratitudine è la memoria del cuore)
— Jean-Baptiste Massillon

RINGRAZIO INFINITAMENTE LO SCENOGRAFO GIOVANNI BARATTO






Grazie cara amica Ornella!

Grazie, Poeta Sergio Boaretto


Ringrazio allo stesso modo , www.unirenellarte,org essendo pubblicato nella loro Rubrica – “Con-Tatto”

Ingegnere Culturale
Amministratore di Eventi Culturali
Formazione gratuita in Mediazione Culturale nei Musei, Associazioni Culturali e Sociali, volontario e patronato …
WhatsApp: +33769025880
ic.mario.poggio@gmail.com
ProBonoPublicoPoggio

Doppio ritratto padre-figlio…
Transizione dei volti di due età!
Transizione di facce che si somigliano!
Transizione dell’amore paterno-filiale!
Celebriamo i nostri artisti mentre sono con noi…
compra il loro lavoro,
parlarne,
o semplicemente… racconta loro quanto ci fanno sognare!
*per mio figlio Enzo Poggio,
che il 1 agosto compirà 30 anni 😘

Artista italiana di grande versatilità, Rosanna sa cambiare tecnica e temi a piacimento.
La sua arte, completa e di forte umanesimo, è di una sobria bontà.
Ecco un regalo che mi ha fatto, un passaggio generazionale, estetico, fusionale di padre in figlio.
Un dipinto che regalerò a mio figlio Enzo Poggio.
Grazie Rosanna.

Rosanna padroneggia diverse tecniche pittoriche, i suoi temi sono i “colpi di cuore” e ricerca instancabilmente il risultato che la farà vibrare… per il bene di tutti!
Celebriamo i nostri artisti mentre sono con noi…
compra il loro lavoro,
parlarne,
o semplicemente… racconta loro quanto ci fanno sognare!






Francesca Misasi
Francesca Misasi ,grazie Francesca, vero tutto ciò che sapientemente hai descritto…sai è ciò che sentivo e stavo male il giorno della strage al Bataclan a Parigi…tutte quelle vite perse!!!
Mi hanno colpito molto è ho dovuto schizzare la mia preghiera al cielo…un credo a cui mi affido sempre!
Esatto la Resurrezione…lo finirò!!!
Ora che abbiamo un mondo così sconvolto.
Io ho fede e spero che ritornerà una nuova vita e rinascerà con molto più rispetto e dialogo fra uomini della terra.
Grazie sempre❤❤❤

Francesca Misasi

Francesca Misasi

Eddy Calabrese
(GRAZIE) Rosanna Romano


La sua avventura comincia nel 2008 ad Augusta in Sicilia Dal 2008 .Approccio autodidatta alla pittura ad olio con maggior rappresentazione nel figurato. Le sue opere sono una visione del tutto soggettiva , un sommarsi di impressioni ed emozioni .
Dal 2011 frequenta la bottega dal pittore e maestro Amos Vianelli, con approfondimento della tecnica ad olio, un grande MAESTRO a cui deve molto perchè le ha insegnato a saper vedere ed ascoltare con molta pazienza.
Dal 2013 -2016 frequenta la scuola d’arte AAB di Brescia diretta dal maestro Enrico Schinetti con cattedra di cromatologia , al Santa Giulia Brescia con ulteriore approfondimento della tecnica.
Nel 2014 si è iscritta a un corso di affresco con l’ antica formula , con molta umiltà la Maestra Patrizia Ottaviano le ha consegnato gli scritti , Nel 2018 frequenta un un corso di incisione dal Maestro Luciano Pea .
Rosanna da poco dipinge con molta più consapevolezza e scavando molto nel suo essere , con un filo che la conduce nel suo intimo pensiero e anche nel suo mondo lavorativo , dove il suo compito era dare alle persone ciò che le commissionavano , l’immagine esteriore del loro più intimo essere, uno studio costante di ogni personalità, facendo emergere nel modo più semplice , garbato il lato migliore esaltandone le qualità.
L’artista ha scritto molto di lei in diverse occasioni, Rosanna anche autrice si offre in tutta la sua gioiosità , e sembra volerci indicare come nel nostro presente sia ancora possibile ristabilire un contatto vero nel mondo che ci circonda. (Angiolina Marchesi)

BRAVISSIMA BRAVISSIMA ARTISTA E ANCHE LE NOTE CRITICHE SONO PERFETTE PER TE AGGIUNGEREI SOLTANTO CHE HAI MATURATO UN’ESPERIENZA TALE CHE UNITA ALLA TUA ORIGINALE FECONDA CREATIVITÀ E UN AFFASCINANTE ED ELEGANTE SIMBOLICO FA DI TE UN TALENTO NON COMUNE ! C O N G R A T U L A Z I O N I ! (Francesca Misasi) Sempre grata del tuo dirmi che è immenso


Opera ad olio su tela cm.50×50
Ferma con occhi fissi interroga!
Alla sinistra la coscienza sussurra ed ascolta, poco più dietro alla sua destra la stessa coscenza rimane immobile, non dice ne sussurra ne giudica”sostiene l’anima.
La fede la speranza e la carità sono le tre virtù Teologali Divine” ognuno le portiamo in dote dalla nascita”.
Vivendo si esercita con la conoscenza e dove armoniosamente uniamo le quattro virtù Cardinali, la prudenza la fortezza il giudizio è la temperanza .
In tutto questo racchiudiamo il nostro io che da valore al nostro essere.
Rosanna Romano (RoRo)

Ho cercato di circoscrivere i pensieri , che siano i miei o delle persone.
Dopo ciò che è successo e che si ha vissuto in questo lungo tempo abbiamo bisogno di chiuderli questi pensieri in un luogo in noi stessi, ha volte e quando si avrà bisogno ne attingeremo la forza per continuare.
tela ad olio cm ,20×30 la diversità sta anche in una tecnica che ho applicato
come un nuovo esplorare di materiali di supporto.
anno 2021 Rosanna Romano

Trovo quest’opera un portento: la capacità di rielaborare, senza trasfigurare, un volto di per se iconico, che nei due passaggi evolutivi della genesi delle opere pittoriche, enfatizza ombra/luce nella prima interpretazione ove “scova” ogni incipt del tratto, e nella seconda associa il “divenire” coaugulando la trasformazione dell’originale, nel rendere, quasi come un bassorilievo , l’elevazione del quadro in una tridensionalita che esprime tutta l’originalità dell’artista sublime quale sei.


Ho raffigurato la figura in due esseri che ne portano entrambi il peso o la stessa medaglia…perciò hanno in dote…una sottile sensibilità.
Ho deciso di nascondere per ripararli dai mali della società…dove esistono incrostrazioni così grossolane che mi disturbano nel profondo.
Ogni essere ha il diritto al rispetto e non solo!🌸
Tecnica mista cm.50×40 su tela



ANNA MARIA MARINO ❤

E ci credo ! La tua purezza d’animo e questo tuo bisogno di sentirti viva, appagata, amata ed apprezzata è il balsamo giusto che l’arte ti offre per far affiorare anima, talento sudore e passione quel mix esplosivo che fa di te una grande grande artista ! Riconosco che l’umiltà ti onora ed è in sintonia con la tua persona ma sull’arte devi cercare di osare di più di chiedere di più perché quel PIÙ lo vali tutto ….. le tue velature artistiche che risentono anche del CARAVAGGIO, ( forse a te non pare) per la potenza e la forza espressiva sono un magma di grande valore che segnano ogni tua opera di una possente interiorità che implode nel profondo tanto che i tuoi soggetti acquistano la fragranza del reale!
Mi mancano le parole, grazie, Francesca Misasi







Francesca Misasi

IL MIO PENSIERO
Da sempre la creatura umana si dibatte tra l’inesorabile scorrere del tempo e la realtà in cui vive, due limiti, due confini apparentemente invalicabili, anche se non fermeranno mai la sua volontà di esistere, di esprimersi ed identificarsi col suo essere. E per questo ho voluto rappresentare la mia figura priva del corpo, poiché il corpo, quale materia fragile, ha subito la metamorfosi del tempo, il suo limite, quella lenta dissoluzione soggetta a ciò che lo aveva determinato…. Ho racchiuso tutto nel volto, un volto che se pure ingabbiato in un cerchio soffocante, quale confine determinato dalle contraddizioni e dall’ assuefazione alla realtà in cui è costretto a vivere, ha il potere di rompere le catene che gli vengono imposte perché il volto ha occhi per vedere, pensiero per capire, bocca per esprimersi! Se pure ogni creatura trova limiti e confini esistenziali, nessuno potrà mai fermare il suo pensiero, le sue idee, la sua voce….la bolla in cui ogni creatura si muove, non potrà mai limitare il libero pensiero dell’uomo! Siamo consapevoli della nostra fragilità dominata dal tempo, diretta dalle passioni e dai sentimenti, soggetta a regole e ad ideologie imposte ma siamo altresì consapevoli che la nostra mente non ha confini perché abbiamo la libertà di pensare, di valutare e di autodeterminarci. I miei colori sono saturi, densi, pregnanti e ombrosi a sottolineare le profonde ferite, a determinare la conflittualità con la realtà in cui viviamo ma lo sguardo penetrante del mio volto va oltre, vaga in quell’altrove dove può costruire, col pensiero, la sua identità di creatura consapevole di se stessa e libera da qualunque catena…. .”Cogito , ergo sum” ha affermato Cartesio, io penso, e se ho la capacità di pensare, vuol dire che esisto e nessun confine limiterà mai la mia capacità di travalicare anche i confini del tempo!
Il mio pensiero attraverso le parole di Francesca Misasi
Romano Rosanna “RoRo”

Maria Teresa Infante
OMAGGIO A SALVADOR DALI – TECNICA PERSONALE

Una felice unione tra due grandi e potenti forze: La DONNA e la NATURA, due generatrici di vita, due crisalidi che si trasformano continuamente in farfalla, due creature indispensabili ma spesso maltrattate, derise, sfigurate e dissacrate …. Un’opera bellissima che ne celebra la potenza e la debolezza, colori che esaltano le vibrazioni della vita con la loro intensità ma anche colori muti ombrosi che sottolineano le profonde ferite inferte loro, pioggia e lacrime sui volti, dolore e amore, solchi profondi di dure ferite, di lotte tutto traspare da questo dipinto molto passionale e sofferto che acclara la piena consapevolezza dell’artista nel saper interpretare la nostra controversa, difficile e amara realtà ! Se l’uomo distrugge la Natura e la donna portatrici di vita .
FRANCESCA MISASI

FRANCESCA MISASI
Tu hai raffigurato ciò che hai perduto ma io nel dipinto ho visto TE in frantumi in mille pezzi ( pur non sapendo) e poi piano piano ricomporti, rinascere….. buona notte piccola!

Che meraviglia!! Un effetto visivo gradevolissimo tra levità eleganza e timida femminilità! Maria Teresa Infante🌹
Rosanna Romano la gioia sei tu ! La postura di questa ragazza è un piccolo capolavoro, non avanti non dietro, ora velata, ora svelata ne percepisci persino il pensiero e capti persino il movimento! Un particolare non da poco… solo lei basterebbe a dar luce a tutto il resto. Francesca Misasi

CONGRATULAZIONI VIVISSIME FRANCESCA MISASI









he meraviglia! Sei straordinaria! Sai usare i pennelli con una maestria indicibile, dal paesaggio all’astratto, dal simbolismo al realismo dal naturalismo all’espressionismo…. Un eclettismo fuori dal comune che acclara uno stile ed una classe indiscusso…. Complimenti sinceri! Anche questo dipinto è eccezionale sa giocare con i contrasti di luce che esaltano e danno corposita’ e spessore agli oggetti rappresentati . Notevoli le trasparenze e la verosimiglianza con la realtà! Congratulazioni vivissime Rosanna ! Francesca Misasi

Un omaggio a Salvador Dalì…lo adoro
Mia interpretazione su una sua opera ” Aspettando la Dea Cidneo” ne ha fatte più opere.
Io l’ho invecchiata nel fondo per mostrare lo scorrere del tempo impersonandola a modo mio.
Una tecchina personale , abbastanza elaborata nel fondo, poi ho applicato del doppio velo , disegnata e dipinta ad olio…
Maria Teresa Infante…Poetessa scritrice

Il tuo dipinto è davvero straordinario! hai rubato il suo sorriso e lo hai fatto aleggiare sulla tela tra le labbra, le hai inferto tutte le ferite con i tuoi colori, le hai caratterizzato i suoi stati d’animo in ogni sfaccettatura ma hai divinizzato e reso spirituale la sua bellezza! Una Marilyn unica quella che esce dalle tue mani dai tuoi pennelli! Bellissima anche la poesia !

Meravigliosa la tua espressione pittorica…queste meravigliose pale dei fichi d’india descritte con un bisturi e intagliate in catartica visione d’insieme.
In questo Orcio che sa di antico e antiche terre…i frutti per raccoglierli si costruiva con una canna un trespolo per non pungersi di infiniti e sottili aghi…un frutto dal gusto particolare.
Con le tue larghe campiture hai reso in astratto figurativo il tutto…dando a chi ti guarda l’intera versione della visione.
Magistrale…caro artista ai saputo donare persino il profumo di quel frutto.
Mi fermo qui…grazie per condividere.
Buona notte artista